Startup in Italia

Dove: Parco dell'Acqua - Largo Torrelunga 7 - 25121 Brescia google map

Quando: 9 Settembre 2011 - Ore 19:30

Relatori: Massimo Sgrelli (Wave Group)

Slide: http://bit.ly/pQ9vMX

Captain America

Il primo degli incontri WebDeBS al rientro dalle vacanze sarà dedicato al tema “Startup in Italia“. Special guest Massimo Sgrelli (@massimosgrelli) di Wave Group, che ha dato il “la” alla discussione con questo post, discussione poi proseguita su twitter e da lì concretizzata appunto in questo incontro che si profila molto “intenso”.

Riportiamo le parole con cui Massimo ha accettato la nostra proposta di venire a parlare alla serata WebDeBS: “posso raccontare un po’ dell’esperienza che mi sono fatto (e mi sto facendo) in Italia e Silicon Valley, come funziona da noi e come da loro, come si crea un network di contatti oltre oceano, quali opportunità vedo da noi e da loro, cosa si deve fare per trasmigrare, i problemi dei visti, i co-working space, il costo della vita, housing, cibo, la cultura californiana, il surf … un po’ di foto :)”

Visto l’interesse che nell’ultimo periodo si “percepisce” su questo tema (davvero “trending-topic” nel nostro ambiente), visto il relatore che “davvero ne sa” e visti i “webdebser” che hanno già confermato la loro presenza, sarà davvero una serata imperdibile.

Come sempre, la serata verrà preceduta dal classico “Brain Pirlo” nel bar-ristorante del parco.

17 Comments

  1. A nome di tutti i WEBdeBS, ringraziamo Massimo Sgrelli per la splendida serata che abbiamo passato assieme. Una serata che si è rivelata davvero “speciale” e intensa (abbiamo chiuso a mezzanotte, spero ci perdonerà per questo).

    Cosa ha detto e raccontato Massimo durante il suo talk?

    Potremmo dire che Massimo ha portato un po’ di “Ammerica” anche a Brescia, ma non è vero: per qualche ora, ha portato ognuno dei presenti al di là dell’oceano, ci ha fatto capire – parlando della sua esperienza diretta – che “quel” mondo è davvero diverso, e che occorre (“si deve”) andare a darci un’occhiata, sia che si voglia lanciare una nuova start-up da “one-billion dollars” sia che invece si voglia creare un piccolo “life-style business” qui in patria.

    Potremmo dire che Massimo ha smontato le nostre certezze sull’essere italiani (e bresciani), sul nostro carattere nazionale e sulla nostra indole da italiano-medio, ma non è vero nemmeno questo: certo, ha accennato al nostro essere sempre lamentosi, al rifarci sempre al nostro passato storico/artistico/culturale come fosse una risorsa infinita da cui pescare (in parte lo è, ma poi non deve diventare un alibi), al non saper andare oltre la soglia psicologica della “piccola e media” impresa (un cappio al collo fin dall’avvio, al contrario di quella che lui e altri hanno definito una “young company”); potremmo dirlo, perché ha davvero ragione. Ma quello che ci ha davvero trasmesso è che dobbiamo smetterla di pensare a ciò che è stato fatto nel passato, e dimostrare OGGI che cosa sappiamo fare noi; che non è un problema di italianità, brescianità o altro, ma che siamo cittadini del mondo (nel senso più ampio del termine), che non verremo valutati per il vestito che abbiamo addosso o per la storia della città da cui veniamo, ma per quello che diciamo (o meglio ancora, che “sappiamo raccontare”) e per quello che siamo in grado di fare.

    Di una cosa siamo certi: quello che possiamo dire è che Massimo ci ha fatto vedere cosa vuol dire “give back”. Con la sua scelta di venire a mettersi in gioco (lui, che dice di non esser molto bravo nelle relazioni sociali!) per una sera, in mezzo a trenta/quaranta persone che, da diversi posti d’Italia, erano venute per ascoltarlo, porgli domande, chiedergli pareri sulla startup che hanno in mente. Con la sua generosità piena di piccoli e grandi consigli, fatta di idee/esperienze e suggerimenti concreti per chi vuole provare ad andare in Silicon Valley, quasi fosse un papà che spiega al figlio il senso della vita.

    Insomma, grazie Massimo. Vedremo anche noi, a nostra volta, di fare la nostra parte nel “give back” per tutto il tempo che ci hai dedicato.

    E un grazie va anche a tutti i partecipanti, che con i loro interventi hanno reso la serata ancora più interessante.

    PS: per chi non ha potuto partecipare alla serata, ci spiace ma non siamo riusciti a registrarla (quindi… non perdetevi le prossime, e vedete di partecipare di persona!). Invitiamo chi invece era presente e ha preso appunti a segnalarli qui nei commenti, specie per quel che riguarda gli innumerevoli libri/video/autori che ha citato durante il suo talk.

  2. Spazi di co-working a SF:

    pier 38 – parisoma, rocketspace – nextspace – soma central – sunfire office
    and many others…

  3. Alcuni appunti sparsi, ma che danno il senso di alcune cose:
    – “Le cose accadono”
    – “Ho paura di volare” (e la voglia di vincerla, questa paura)
    – “Non sono molto “sociale””.
    – “A San Francisco per la prima volta mi son sentito là dove volevo essere”
    – Life-style business vs Start-up
    – “DEVI puntare a One-Billion. Devi perchè se non pensi/prevedi di guadagnare almeno queste cifre, il Venture Capitalist non te li dà/affida i suoi soldi”
    – Trovare una nicchia (anche piccola) che però può generare una montagna di soldi.
    – L’obitettivo oggi è sempre la “Exit” (a differenza del ’91/92 in cui era la IPO)
    – Essere “startup” non è un obiettivo, ma una missione
    – Il ruolo del “pivoting” (cambiare obiettivi in corsa) è fondamentale.
    – Come si fa una startup (sempre, in ogni caso: è una regola aurea):
    1) IDEA (almeno in 2 founders, o non ti danno i soldi
    2) MOCKUP (metterci 9 settimane, non 9 mesi!)
    3) PIVOT (qui giocano un ruolo fondamentale gli early-adopters, le metriche che riusciamo a raccogliere, il feedback che possiamo ricevere da chi ci è già passato e probabilmente ha anche fallito più di una volta)
    4) LOOP (goto 1)
    – Uno degli elementi fondamentali del networking è il “TRUST”, la fiducia negli altri e nel prossimo (e quindi anche quella che danno a noi e non possiamo tradire)

    Libro: Programma 101 (di cui segnalo questo capitolo)

  4. Serata interessante e consigli utili, sia professionali che di vita a SF!

  5. Libri consigliati:
    – Bill Draper, The startup Game
    – Charlie Ayers, Food 2.0

    Spunti: Sarah Lacy, Steven B. Johnson, Tales of the city

    • Vi consiglio anche un libro di una persona italiana che ha imparato ad apprezzare le piccole diversità della California rispetto al caos italiano.
      Lo trovate su Lulu.com e si intitola “Una 500 rossa in California” di Tony Caporello. Ne parlo un po’ qui http://www.smartup.biz/2011/08/07/startup-o_small_business/
      Cercate nei commenti mi ha anche risposto.
      Ciao

      • L’avevo giusto adocchiato sul tuo blog ed inserito nella wishlist.

        Inizialmente mi è sorto il dubbio che l’autrice fosse un uomo (a causa del nome Tony); scoprendo però la verità, questa ha suscitato in me una forte curiosità data dal poter leggere una, forse insolita? ma genuina, testimonianza femminile.

  6. Aggiungo questa email, ricevuta nemmeno a farlo apposta stamattina, che mi sembra sia in linea con quanto raccontato ieri da Massimo:

    ——– Original Message ——–

    Subject: 9/11 & us
    Date: Sat, 10 Sep 2011 03:24:45 -0400
    From: Meetup

    Fellow Meetuppers,

    I don’t write to our whole community often, but this week is
    special because it’s the 10th anniversary of 9/11 and many
    people don’t know that Meetup is a 9/11 baby.

    Let me tell you the Meetup story. I was living a couple miles
    from the Twin Towers, and I was the kind of person who thought
    local community doesn’t matter much if we’ve got the internet
    and tv. The only time I thought about my neighbors was when I
    hoped they wouldn’t bother me.

    When the towers fell, I found myself talking to more neighbors
    in the days after 9/11 than ever before. People said hello to
    neighbors (next-door and across the city) who they’d normally
    ignore. People were looking after each other, helping each
    other, and meeting up with each other. You know, being
    neighborly.

    A lot of people were thinking that maybe 9/11 could bring
    people together in a lasting way. So the idea for Meetup was
    born: Could we use the internet to get off the internet — and
    grow local communities?

    We didn’t know if it would work. Most people thought it was a
    crazy idea — especially because terrorism is designed to make
    people distrust one another.

    A small team came together, and we launched Meetup 9 months
    after 9/11.

    Today, almost 10 years and 10 million Meetuppers later, it’s
    working. Every day, thousands of Meetups happen. Moms Meetups,
    Small Business Meetups, Fitness Meetups… a wild variety of
    100,000 Meetup Groups with not much in common — except one
    thing.

    Every Meetup starts with people simply saying hello to
    neighbors. And what often happens next is still amazing to me.
    They grow businesses and bands together, they teach and
    motivate each other, they babysit each other’s kids and find
    other ways to work together. They have fun and find solace
    together. They make friends and form powerful community. It’s
    powerful stuff.

    It’s a wonderful revolution in local community, and it’s thanks
    to everyone who shows up.

    Meetups aren’t about 9/11, but they may not be happening if it
    weren’t for 9/11.

    9/11 didn’t make us too scared to go outside or talk to
    strangers. 9/11 didn’t rip us apart. No, we’re building new
    community together!!!!

    The towers fell, but we rise up. And we’re just getting started
    with these Meetups.

    Scott Heiferman (on behalf of 80 people at Meetup HQ)
    Co-Founder & CEO, Meetup
    New York City
    September 2011

    ——————————–

  7. Sul mio blog (www.smartup.biz) ho inserito le slide della serata, avviando una nuova sezione NO-FRILLS appena sotto il Bio nella quale (pian piano) inizierò a condividere tutto il materiale che produco sull’argomento startup.

    Questo è il link diretto alla sezione http://www.smartup.biz/the-startup-essentials/

    Nello stesso luogo spero di riuscire a condividere anche dei suggerimenti sulle letture consigliate.
    Ciao a tutti

  8. Associazioni utili:
    idf – italiani di frontiera – http://www.italianidifrontiera.com
    baia – business association italy america – http://www.baia-network.org
    mtb – mind the bridge – http://www.mindthebridge.org
    svst – silicon valley study tour – http://www.siliconvalleystudytour.com
    sviec – silicon valley Italian executive council – http://sviec.org

    • Sviec era quello del tipo che aveva un piano “in più”, e invitava i tipi che avevano progetti interessanti ad occupare dei desk?

      • No, quello mi sembra sia sunfire office, uno dei co-working space (vedi il post di Dharma più sopra o le slide per l’elenco completo)

  9. Il torinese che ha cresciuto la sua azienda di prodotto (Wireshark) è stato intevistato nel libro “Cosa tiene accese le stelle” Lettura consigliatissima!

  10. Prima di tutto vorrei ringraziare ancora Massimo per la disponibilità dimostrata; la conferenza è stata ricca di spunti ed è stato un peccato non poterne approfondire la maggior parte…molto appropriata la distinzione tra young company e life-style company, che a mio modesto avviso ha radici molto, molto profonde nei modi in cui vedere lo spirito d’impresa e la vita al di là e al di qua dell’oceano, e che consigliano, anzi impongono, di cambiare aria nel caso si punti “1 billion dollar”.
    Con gran dispiacere di Cristiano, pare che essere italiani non dia alcun valore aggiunto, e anche questo è qualcosa su cui sono in linea di massima d’accordo, ma che avrei voluto approfondire (ma ci sarebbero volute tutta la notte e numerose birre).
    Una citazione speciale la merita lo sciagurato :-) che voleva essere consigliato sul posto dove fallire meglio :O)

  11. Ciao Bauno,
    per una birra e un approfondimento con gli interessati possiamo organizzare a breve :)